Il silenzio della musica

Trovo sconcertante il silenzio che da qualche anno produce la musica italiana. L’affermazione che è anche il titolo di questo blog: “I cantautori sono morti”, desidererebbe di gran lunga essere una domanda. Eppure mi guardo intorno e, a parte quelli che io considero le ultime perle del panorama musicale italiano, odo solo silenzio.Sanremo mi ha lasciato perplesso, nessuna innovazione viene avanti e le canzoni sembrano essere già ascoltate, le musiche non trasmettono nulla di nuovo e chi, come Max Gazzè, a mio parere meritava di stravincere non è arrivato neanche tra i primi. Allora sono molti coloro che si rifugiano dietro muri sicuri, dietro le poesia senza tempo dei nostri migliori cantautori, di cui la maggior parte non è appartenuta alla mia generazione.

Si io ho 25 anni, ma conosco moltissimi ragazzini di 14 e 15 anni che adorano De Andrè o Rino Gaetano, e mi domando perché? Se c’è la necessità di aggrapparsi al passato, splendido e indiscutibilmente incancellabile per carità, forse significa che la musica di oggi non offre più emozioni e poesia? E’ una domanda, a cui questo blog, nel tempo, cercherà di dare risposta. Ci butteremo a capofitto nell’ardua impresa di ricercare quel piccolo nucleo di poeti delle note che forse ci può far continuare a sperare nella musica.

~ di nudello su 22 Marzo, 2008.

4 Risposte to “Il silenzio della musica”

  1. Io annovererei qualcun’altro oltre Gazzè tra i nuovi poeti ma ovviamente è un giudizio soggettivo. I media comandano anche la musica che si deve ascolatare perchè non pubblicizzano la musica emergente ed icantautori poco conosciuti. Le radio stanno andando scomparendo, i fortunati che fanno lunghi viaggi in macchina per lavoro o per svago sono la percentuale maggiore degli ascoltatori. Chi, a casa, quando è stanco, si sdraia sul divano e dice………. vediamo cosa c’è alla radio?
    COnsideriamo pure che tutti i più graandi network sono uniformati, se passi da una all’altra non noti alcuna differenza nei brani trasmessi, non ascolti mai un cantautore inedito o poco commerciale.
    La risposta che mi viene dopo queste considerazioni è che i 14enni hanno sete di poesia in musica e, non avendo chi gli offre le nuove alternative, scoprono i miti dei loro padri che esprimono queste alternative, De Andrè e Rino Gaetano che però deve la sua riscoperta alla fiction.

  2. ma sono comunque pochi i 14-15enni che cercano poesia. Secondo me la stragrande maggioranza è abituata a questo ciarpame musicale che proinano dalle radio ecc….

  3. Si si, concordo comunque sia con Eugenio che con Oyasuminasai. Quei ragazzi di cui parlo e che anche Eugenio conosce, probabilmente sono una piccolissima fetta, la maggior parte in effetti risponde alla descrizione di Oyasuminasai. I motivi sono comunque tantissimi. Certamente la eccessiva commercializzazione dei media rispetto al mondo della musica, inutile ribadire l’influenza che essi hanno nei confronti dei ragazzi in particolare. Ma aggiungerei anche il fatto che la scuola e la famiglia oggi, non svolgono più un forte ruolo di educazione all’ascolto e al pensiero critico. Le colpe non sono mai dei figli, ne sono convinto. E’ anche vero che le alternative musicali scarseggiano, è vero, soprattutto, ciò che diceva non troppi anni fa Bertoli in una sua splendida canzone: “adesso dovrei fare le canzoni con i dosaggi esatti degli esperti magari poi vestirmi come un fesso per fare il deficiente nei concerti” da “A muso duro”. Ascoltatela.

  4. Si si, concordo comunque sia con Eugenio che con Oyasuminasai. Quei ragazzi di cui parlo e che anche Eugenio conosce, probabilmente sono una piccolissima fetta, la maggior parte in effetti risponde alla descrizione di Oyasuminasai. I motivi sono comunque tantissimi. Certamente la eccessiva commercializzazione dei media rispetto al mondo della musica, inutile ribadire l’influenza che essi hanno nei confronti dei ragazzi in particolare. Ma aggiungerei anche il fatto che la scuola e la famiglia oggi, non svolgono più un forte ruolo di educazione all’ascolto e al pensiero critico. Le colpe non sono mai dei figli, ne sono convinto. E’ anche vero che le alternative musicali scarseggiano, è vero, soprattutto, ciò che diceva non troppi anni fa Bertoli in una sua splendida canzone: “adesso dovrei fare le canzoni con i dosaggi esatti degli esperti magari poi vestirmi come un fesso per fare il deficiente nei concerti” da “A muso duro”. Ascoltatela.

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