“Storia a puntate dei miei scorsi 25 anni e di come la musica abbia riempito questo periodo”

Continuo imperterrito la mia dilagante e divagante “storia a puntate dei miei scorsi 25 anni e di come la musica abbia riempito questo periodo“.

Vi ho parlato la scorsa volta della mia infanzia passata tra viaggi in auto e vecchie audiocassette. Facciamo un passo avanti. Più o meno qualche anno dopo la nascita di mio fratello (io avevo al tempo cinque anni) l’escalation di viaggi in auto andò sempre diminuendo, sia per le notevoli difficoltà di affrontare un viaggio in quattro in una Tipo, sia per le difficoltà economiche che non da allora non ci hanno mai lasciato. Lo so, lo so che state pensando: “Forse, forse tuo fratello ha portato un po’ di sfiga?”. No, non credo e poi se lo legge lui sto post chissà che combina.

Dicevamo quindi che il bellissimo vizio di girovagare dei miei si affievolì fino a quasi spegnersi. Da allora fui costretto ad una ricerca personale della musica, niente più casette e canzoni preconfezionate, ora toccava a me scegliere cosa ascoltare e cosa no. Diciamo che fino ai 14-15 anni restai in una sorta di limbo musicale, attaccato ai cantautori che non erano del mio tempo e con un consumo di musica altalenante.

E poi vennero gli 883! Ebbene si, anch’io sono passato da quella fase. Tutti i miei amici giravano con questi supertecnologici mangianastri portatili incorporati agli zaini, che avevano tanto di buco per far venir fuori le cuffie e TUTTI si “facevano” di Max Pezzali. L’acquisto sfrenato dei cd iniziò da lì a poco, prima “Nord Sud Ovest Est”, “La Donna, Il Sogno & Il Grande Incubo”,  “La dura legge del gol” (ho ancora la custodia con pallina gialla e nera che ruota all’interno) e poi altri che mi scoccio a ricordare. In quel periodo lì ero convinto che questo Max avesse capito tutto della vita e che solo lui riuscisse a descrivere così bene cosa ci stesse capitando a quell’età. Più avanti ho capito che era tutto calcolato, questo Pezzali aveva architettato ogni cosa per prenderci per il culo e fregarsi quelle diecimila lire del cd (ecco che era sto caz__ di Deca!).

Poi un giorno alla radio sento uno con l’accento romagnolo che canta: “…certe notti tra cosce e zanzare, tra nebbia e locali a cui dai del tu…” ..continua


~ di nudello su 9 Maggio, 2008.

2 Risposte to ““Storia a puntate dei miei scorsi 25 anni e di come la musica abbia riempito questo periodo””

  1. beh.. quell’accento romagnolo ha colpito anche me nel lontano 1995… ero ancora una bambina… ma da allora in poi le sue canzoni hanno accompagnato la mia strada!!!

  2. anche io ho sentito “certe notti” quando avevo 10 anni, proprio in uno di quei lunghi viaggi in autostrada…

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